I notai svolgono un ruolo cruciale nel sistema giuridico italiano perché certificano atti di enorme rilevanza economica: compravendite di immobili, costituzioni di società, donazioni, mutui. Dal 2007, con il recepimento della direttiva europea in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, anche i notai sono diventati “soggetti obbligati”: devono cioè adottare una serie di misure preventive per evitare che i loro uffici e le loro prestazioni professionali siano utilizzati per nascondere la provenienza illecita di capitali o per finanziare organizzazioni criminali.
Questo articolo ricostruisce in forma discorsiva e ragionata quali sono gli obblighi antiriciclaggio dei notai previsti dal D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche, come devono essere applicati nella pratica e quali sono le conseguenze in caso di violazioni. Non potendo citare direttamente fonti nel testo a causa della mancata disponibilità di ricerche nella sessione attuale, il contributo si basa sulle nozioni generali del quadro normativo.
Che cosa prevede la normativa
Il D.Lgs. 231/2007 (Testo unico della normativa antiriciclaggio) recepisce le direttive europee e stabilisce che i notai, al pari di banche, avvocati, commercialisti e altri professionisti, devono:
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Identificare la clientela e i titolari effettivi
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Al momento dell’assunzione dell’incarico, il notaio deve identificare il cliente (persone fisiche e giuridiche) tramite documenti d’identità validi e registrare i dati acquisiti.
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Se si tratta di una società, deve verificare anche chi sia il titolare effettivo, ossia la persona fisica che possiede o controlla, direttamente o indirettamente, la società sopra una certa soglia di partecipazione (25 % del capitale o dei diritti di voto) oppure esercita il controllo tramite altri mezzi.
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Nel caso di fiduciari o di altri intermediari, il notaio deve identificare anche il beneficiario ultimo dell’operazione.
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Adempiere all’adeguata verifica della clientela
L’adeguata verifica è un processo di conoscenza e analisi del cliente e dell’operazione.
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Prevede la raccolta di informazioni sullo scopo e sulla natura della prestazione richiesta (perché si stipula un determinato contratto, con quali fondi, quale è la provenienza del denaro).
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Implica la valutazione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo: il notaio deve classificare il cliente in base a diversi criteri (Paese di provenienza, attività svolta, politicamente exposed persons) e modulare la severità dei controlli di conseguenza.
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La verifica deve essere ripetuta e aggiornata se l’operazione cambia natura o se emergono nuovi elementi (ad esempio, variazioni nella compagine sociale di una società).
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Tenere un fascicolo della clientela e conservare i dati
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Tutti i documenti, le informazioni e le evidenze raccolte vanno conservati in un fascicolo (cartaceo o digitale) per almeno dieci anni dalla conclusione del rapporto.
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Il notaio deve predisporre un archivio unico informatico o un sistema equipollente (secondo regole tecniche emanate dal Consiglio Nazionale del Notariato) in cui registrare tempestivamente i dati delle operazioni di maggiore rilievo.
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Segnalare le operazioni sospette (S.O.S.)
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Se, nel corso della sua attività, il notaio rileva fatti, operazioni o comportamenti che sembrano privi di giustificazione economico‑giuridica o che appaiono incoerenti con il profilo del cliente, ha l’obbligo di inviare una segnalazione di operazione sospetta all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia.
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La segnalazione non può essere rivelata al cliente (obbligo di segretezza).
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Non segnalare o segnalare in modo tardivo può comportare sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, responsabilità penale.
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Effettuare la formazione e la vigilanza interna
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Gli studi notarili devono predisporre procedure interne per garantire il rispetto delle norme antiriciclaggio.
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È necessaria una formazione continua del personale sulla normativa e sui metodi di identificazione del rischio.
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Il notaio è responsabile di verificare che collaboratori e dipendenti applichino correttamente le procedure.
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Nominare un responsabile antiriciclaggio e adottare misure di controllo
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In base alle dimensioni e alla struttura dello studio, può essere necessario nominare un Responsabile antiriciclaggio, incaricato di monitorare il rispetto della normativa.
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Bisogna elaborare un Manuale antiriciclaggio che descriva i processi di adeguata verifica, la raccolta dati, la gestione delle segnalazioni e la formazione.
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Tematiche in evoluzione e aggiornamenti normativi
Negli ultimi anni il quadro antiriciclaggio si è ulteriormente sviluppato:
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Quarta, quinta e sesta direttiva UE: hanno rafforzato gli obblighi di adeguata verifica, introdotto misure più stringenti per i Paesi terzi ad alto rischio, ampliato le informazioni che devono essere inserite nel registro dei titolari effettivi e previsto sanzioni più severe per chi non segnala operazioni sospette.
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Registro dei titolari effettivi: In Italia è entrato in funzione il Registro dei titolari effettivi presso il Registro Imprese. I notai devono consultarlo per verificare le informazioni e devono comunicare eventuali discrepanze tra i dati dichiarati dalle società e quelli che emergono nel corso della loro attività.
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Banca dati antiriciclaggio del notariato (B.A.D.): Il Consiglio Nazionale del Notariato ha istituito una banca dati che consente al notaio di archiviare e consultare in modo telematico le informazioni per l’adeguata verifica, facilitando la compliance e gli eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate e dell’Unità di Informazione Finanziaria. La B.A.D. è un archivio riservato che dialoga con l’archivio unico informatico.
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Regole tecniche del Consiglio Nazionale del Notariato: Nel tempo sono state emanate “regole tecniche” che precisano come applicare gli obblighi nelle varie casistiche (operazioni di compravendita, mutui, costituzioni societarie) e come comportarsi in presenza di clienti stranieri, PEPs (politicamente esposte), trust e società complesse.
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Sanzioni e procedimenti disciplinari: I notai che violano gli obblighi antiriciclaggio sono soggetti a sanzioni amministrative (da migliaia a decine di migliaia di euro) e a procedimenti disciplinari interni al notariato. Nei casi più gravi (concorso in riciclaggio) possono incorrere in responsabilità penale.
Come si applicano questi obblighi nella pratica
1. Prima della stipula dell’atto
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Raccolta di informazioni: il notaio chiede al cliente la documentazione d’identità e ulteriori informazioni sulla provenienza dei fondi.
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Verifica del titolare effettivo: nel caso di società, si interrogano visure camerali, statuti e il registro dei titolari effettivi.
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Valutazione del rischio: se l’operazione presenta elementi anomali (ad esempio, valore elevato senza una fonte giustificata, clienti provenienti da Paesi a rischio o strutture societarie complesse), il notaio può attivare una verifica rafforzata chiedendo ulteriori documenti o rifiutando l’incarico.
2. Durante la stipula
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Raccolta di firme e fotocopie: il notaio conserva le copie dei documenti utilizzati per l’identificazione.
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Redazione dell’atto: viene inserita una clausola in cui le parti dichiarano la provenienza lecita del denaro.
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Registrazione nell’archivio unico: l’operazione è registrata con i dati del cliente e l’importo.
3. Dopo la stipula
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Conservazione: il fascicolo viene archiviato per almeno dieci anni.
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Aggiornamento: se emergono nuovi elementi (es. variazione della compagine societaria o segnalazione UIF) la pratica viene aggiornata.
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Eventuale segnalazione sospetta: se il notaio ritiene che vi sia un alto rischio di riciclaggio, invia la S.O.S. senza avvertire il cliente.
Cosa rischia il notaio in caso di violazioni
Le principali violazioni riguardano:
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Omissione dell’adeguata verifica: mancata identificazione del cliente o identificazione superficiale; comporta sanzioni amministrative e possibili procedimenti disciplinari.
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Mancata conservazione dei dati: non archiviare documenti o cancellarli prima del termine decennale.
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Omissione della segnalazione: non inviare una S.O.S. quando ricorrono i presupposti. Le sanzioni vanno da 3.000 a 300.000 euro e, nei casi più gravi, possono esserci conseguenze penali.
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Consapevole agevolazione del riciclaggio: se il notaio si presta consapevolmente a un’operazione di riciclaggio, può essere accusato di concorso nel reato di riciclaggio o di autoriciclaggio, con pene detentive e interdizione dalla professione.
Conclusioni
L’adempimento degli obblighi antiriciclaggio è centrale per la professione notarile. Oltre ad essere un dovere legale, costituisce una tutela per il notaio stesso, che in caso di contestazioni può dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire operazioni sospette. La normativa è complessa e in continua evoluzione, ma esistono regole tecniche del Consiglio Nazionale del Notariato, banche dati specializzate e strumenti di formazione che aiutano i professionisti a restare aggiornati.
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