Avvocato Divorzista2023-01-17T17:05:28+00:00
Avvocato Divorzista

Avvocato Divorzista

CRISI DI COPPIA

Azioni per la separazione e il divorzio

ASSISTENZA E TUTELA

Assegno di Mantenimento e Casa Coniugale

ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

Azioni, diritti e risarcimenti

Scopri i servizi di tutela legale

Lo studio legale dell’Avv. Di Giacinto offre una vasta gamma di servizi legali alle coppie che stanno attraversando una separazione o un divorzio. L’Avv. Di Giacinto è un professionista esperto nel campo del diritto di famiglia e offre una consulenza personalizzata per ogni situazione, garantendo che i clienti siano sempre ben informati sui loro diritti e sugli sviluppi del loro caso. L’Avvocato Di Giacinto offre una consulenza in materia di diritto di famiglia, in particolare per quanto riguarda le separazioni e i divorzi. Egli può aiutare i clienti a capire i loro diritti e le loro opzioni in merito a questioni come l’affidamento dei figli, la determinazione dell’assegno di mantenimento e la ripartizione dei beni.

Inoltre, l’Avvocato Di Giacinto offre assistenza nella redazione di accordi prematrimoniali (es. spese ristrutturazione casa) e nella negoziazione di accordi consensuali di separazione e di divorzio, per aiutare le coppie a risolvere i loro problemi in modo equo e pacifico. L’Avv. Di Giacinto e il suo team di professionisti sono anche esperti nel rappresentare i clienti in Tribunale in caso di controversie insolute e di liti legali in materia di separazioni e di divorzi. La loro competenza legale e la loro esperienza nell’ambito giudiziario garantiscono che i clienti siano rappresentati con efficacia e che i loro interessi siano protetti.

Servizi-legali-per-separazione-e-divorzio

L’Avv. Di Giacinto ha una vasta esperienza nella gestione di casi di separazione e di divorzio, e sarà in grado di fornire una consulenza esperta e di qualità per aiutare i clienti a navigare attraverso questi processi difficili.

TI VUOI SEPARARE? HAI DEI PROBLEMI DI COPPIA – CONTATTACI

L’importante è conoscere le “Regole del Gioco”

In Italia esistono due istituti giuridici per la fine di un matrimonio: la separazione e il divorzio. Entrambi i procedimenti legali hanno come risultato la fine del matrimonio, ma ci sono alcune differenze sostanziali tra i due istituti.

La separazione è un procedimento in cui i coniugi pongono fine al loro rapporto, ma senza sciogliere il vincolo matrimoniale. Ciò significa che i coniugi rimangono formalmente sposati, ma vivono separati. Con la separazione i coniugi possono regolare questioni come l’affidamento dei figli, la determinazione dell’assegno di mantenimento e la ripartizione dei beni.

Il divorzio, invece, è un procedimento con cui i coniugi sciolgono il vincolo matrimoniale e pongono fine al loro matrimonio definitivamente. Una volta che il divorzio è stato pronunciato, i coniugi non sono più legalmente sposati e non hanno più alcun obbligo l’uno verso l’altro. Con il divorzio i coniugi possono regolare questioni come l’affidamento dei figli, la determinazione dell’assegno di mantenimento e la ripartizione dei beni.

Un’altra differenza tra la separazione e il divorzio è il fatto che i coniugi non possono risposarsi fino alla pronuncia del divorzio (quindi con la sola separazione non ci si può risposare).

In generale, sia la separazione che il divorzio sono procedimenti complessi e difficili, e richiedono l’assistenza di un avvocato esperto per garantire che i diritti e gli interessi dei clienti siano protetti.

Separazione – Diritti & Doveri

In Italia, esistono diverse tipologie di separazione:

  • Separazione consensuale: in questo caso, i coniugi si accordano su tutte le questioni legate alla fine del matrimonio ma decidono di affidarsi ad un giudice per l’approvazione delle loro condizioni.
  • Separazione giudiziale: in questo caso, uno dei coniugi chiede la separazione e il giudice decide su tutte le questioni legate alla fine del matrimonio, come la divisione dei beni e l’affidamento dei figli.

In generale, tutte le tipologie di separazione comportano l’obbligo di non coabitazione tra i coniugi e la fine dei loro doveri reciproci di fedeltà, assistenza morale e materiale, ma non comporta la fine del vincolo matrimoniale. Un avvocato specializzato può fornire consulenza e supporto in questo senso.

Divorzio – Diritti & Doveri

Esistono diverse tipologie di divorzio previste dalla legislazione italiana:

  • Divorzio consensuale: in questo caso i coniugi hanno già raggiunto un accordo su tutte le questioni relative al divorzio (assegnazione dei figli, assegno di mantenimento, ripartizione dei beni) prima di presentare la richiesta al tribunale.
  • Divorzio giudiziale: si verifica quando uno dei coniugi decide di chiedere il divorzio e l’altro non è d’accordo. In questo caso, il tribunale deve accertare la sussistenza delle cause di divorzio e decidere se sciogliere o meno il vincolo matrimoniale.

Un avvocato specializzato può fornire consulenza e supporto in questo senso.

TI VUOI SEPARARE? HAI DEI PROBLEMI DI COPPIA – CONTATTACI
Casa coniugale separazioni e divorzi assegnazione.fw

La casa coniugale è l’abitazione che i coniugi hanno scelto come residenza durante il matrimonio. In caso di separazione o divorzio, la casa coniugale può diventare oggetto di controversie tra i coniugi riguardo alla sua gestione e alla sua eventuale assegnazione.

In generale, la casa coniugale può essere gestita in tre modi differenti:

  • Assegnazione all’uno o all’altro coniuge: in questo caso, il giudice assegna la casa coniugale a uno dei coniugi, che diventa l’unico proprietario e ha il diritto di utilizzarla come residenza.
  • Vendita della casa: in questo caso, la casa viene venduta e i proventi della vendita vengono divisi tra i coniugi.
  • Continuazione della gestione in comune: in questo caso, i coniugi decidono di continuare a gestire la casa coniugale insieme, anche se non vivono più insieme.

Inoltre, è importante considerare che la casa coniugale può essere considerata come un bene comune o un bene personale a seconda delle circostanze e delle leggi in vigore. Se la casa è stata acquistata durante il matrimonio e con i soldi guadagnati da entrambi i coniugi, generalmente si considera un bene comune. In caso contrario, se è stata acquistata prima del matrimonio o con i soldi di un solo coniuge, si considera un bene personale.

In ogni caso, la decisione sul destino della casa coniugale spetta al giudice e deve essere fatta tenendo conto dell’interesse dei coniugi e dei figli, se presenti.

ASSEGNO DI MANTENIMENTO separazioni e divorzi assegnazione

L’assegno di mantenimento tra coniugi è una somma di denaro che un coniuge è tenuto a pagare all’altro, al fine di garantire un sostentamento adeguato in caso di separazione o divorzio. L’assegno di mantenimento viene stabilito dal giudice e può essere revocato o modificato in base alle esigenze e alle condizioni dei coniugi.

Il giudice, nell’emettere un assegno di mantenimento, tiene conto della situazione economica e professionale dei coniugi, della loro capacità di reddito e della durata del matrimonio. L’assegno di mantenimento può essere richiesto sia dal coniuge che non ha la disponibilità della casa coniugale, sia dal coniuge che ha la custodia dei figli minori. In ogni caso, l’assegno deve essere proporzionato alle esigenze del coniuge richiedente e alle possibilità economiche del coniuge obbligato.

Inoltre, l’assegno di mantenimento può essere richiesto solo se i coniugi si sono effettivamente separati e non è dovuto in caso di separazione solo di fatto. In caso di modifica delle condizioni economiche dei coniugi, l’assegno può essere revocato o modificato dal giudice su richiesta di uno dei coniugi.

L’assegno di mantenimento può essere pagato in un’unica soluzione o a rate mensili, e in caso di mancato pagamento, può essere richiesta l’emissione di un provvedimento di pignoramento.

CHIEDI AIUTO AGLI ESPERTI LEGALI

L’addebito della separazione è una condizione giudiziale che permette di attribuire la responsabilità della fine del matrimonio ad uno dei coniugi. In pratica, l’addebito consiste nell’accusare un coniuge di aver causato la rottura del matrimonio per proprie colpe, come ad esempio infedeltà violenza, abbandono del tetto coniugale, alcolismo o droga ecc….

L’addebito ha delle conseguenze giuridiche importanti, in quanto, in caso di accoglimento della richiesta, il coniuge addebitato non ha diritto a chiedere l’assegno di mantenimento e il giudice può decidere di assegnare una parte maggiore dei beni comuni al coniuge che non ha colpe. In Italia, la legge prevede che la separazione possa essere addebitata solo in caso di separazione giudiziale, mentre non è possibile addebitare la separazione consensuale o quella congiunta. Per richiedere l’addebito è necessario presentare una domanda al Tribunale competente e dimostrare le colpe addebitate con prove concrete, come ad esempio testimonianze o documenti. Il giudice valuterà le prove presentate e deciderà se accogliere o meno la richiesta di addebito.

In generale, l’addebito della separazione può rendere più complesso e lungo il procedimento di separazione, in quanto necessita di un’istruttoria più approfondita e di prove concrete. Inoltre, può avere conseguenze negative sui rapporti tra i coniugi e sui figli, a causa dell’accusa di colpe e responsabilità

Il tempo sana ogni ferita, è vero, ma non ti riconsegna la tua vita e quel tempo perso non ti viene restituito. Una crisi coniugale non muta, non si risolve da sola e non migliora. Non perdere tempo, pensa a te e alla tua felicità.

Scrivici
Infedeltà Coniugale e risarcimento del danno
CHIEDI AIUTO AGLI ESPERTI LEGALI

Infedeltà Coniugale e Risarcimento del Danno

In Italia, è possibile chiedere un risarcimento del danno per infedeltà coniugale solo in alcuni casi specifici. Innanzitutto, è necessario che l’infedeltà abbia causato un danno concreto e dimostrabile al coniuge fedifrago, come ad esempio un danno economico, un danno alla salute o un danno morale. Inoltre, è importante considerare che l’infedeltà coniugale non è più un reato in Italia (Sentenze della Corte Costituzionale n. 126/1968 e n. 147/1969 che hanno dichiarato illegittimi gli articoli 559 e 560 del Codice Penale) ma  può essere comunque utilizzata come causa di addebito in caso di separazione o divorzio.

La giurisprudenza italiana ha stabilito che l’infedeltà coniugale può essere utilizzata come base per chiedere un risarcimento del danno solo in casi particolari, come ad esempio:

  • Nel caso in cui l’infedeltà abbia causato un danno economico al coniuge fedifrago, ad esempio a causa di una perdita di reddito o di un aumento delle spese sostenute per la famiglia.
  • Nel caso in cui l’infedeltà abbia causato un danno alla salute del coniuge fedifrago, ad esempio a causa di una malattia mentale o fisica.
  • Nel caso in cui l’infedeltà abbia causato un danno morale al coniuge fedifrago, ad esempio a causa della sofferenza causata dalla scoperta dell’infedeltà o dalla perdita dell’immagine di sé come coniuge fedele.

In generale, la giurisprudenza italiana è molto prudente nell’accogliere le richieste di risarcimento del danno per infedeltà coniugale, in quanto ritiene che l’infedeltà non debba essere sanzionata penalmente o economicamente, ma sia piuttosto un fatto privato tra i coniugi. Se sei stato tradito e o sei stata tradita rivolgiti ad un Avvocato esperto per conoscere i tuoi diritti.

Abbandono del tetto coniugale

L’abbandono del tetto coniugale è una situazione in cui uno dei coniugi decide di lasciare la residenza coniugale senza un giustificato motivo e senza il consenso dell’altro coniuge. In pratica, si tratta di un coniuge che lascia volontariamente la casa e interrompe la convivenza con l’altro senza una giusta causa e/o senza la preventiva autorizzazione di un Giudice.

L’abbandono del tetto coniugale può avere diverse conseguenze giuridiche e personali. A livello giuridico, l’abbandono del tetto coniugale può essere utilizzato come causa di addebito in caso di richiesta di separazione o divorzio e può avere ripercussioni sull’assegno di mantenimento e sulla gestione della casa coniugale. A livello personale, l’abbandono del tetto coniugale può causare sofferenza e dolore al coniuge abbandonato e può avere ripercussioni sui figli, se presenti.

CHIEDI AIUTO AGLI ESPERTI LEGALI

È importante che i coniugi, siano consapevoli delle sanzioni a cui possono andare incontro se non rispettano le leggi e le normative in materia e che quindi agiscano di conseguenza per proteggere se stessi e il proprio patrimonio. Un avvocato specializzato può fornire consulenza e supporto in questo senso.

casa coniugale e abbandono

Stalking tra Coniugi

Il stalking tra coniugi è una forma di violenza psicologica e comportamentale in cui un coniuge, dopo la fine del matrimonio o della convivenza, persegue, minaccia e/o molesta l’altro coniuge.

Il stalking tra coniugi può assumere diverse forme, come ad esempio seguire, pedinare, controllare i movimenti, telefonare o inviare messaggi in modo ripetitivo, diffondere notizie false, minacciare, danneggiare proprietà, molestare i familiari e amici, e può causare sofferenza, ansia, paura e danni psicologici. In Italia, il reato di stalking è previsto dal Codice Penale dal 2009, e prevede pene detentive che variano dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione per chi commette il reato. Inoltre, la legge prevede anche la possibilità di ottenere una misura di protezione per la vittima, come ad esempio il divieto di avvicinamento o la sospensione del porto d’armi.

È importante sottolineare che il stalking è un comportamento violento e pericoloso, e che la vittima deve essere protetta e supportata. In caso di stalking tra coniugi, è importante rivolgersi immediatamente ad un Avvocato per conoscere i propri diritti.

Consulta il tuo Avvocato di Fiducia per avere maggiori informazioni. L’Avvocato rappresenta una delle figure più importanti per gestire al meglio le situazioni di crisi tra i Coniugi e ogni fatto connesso e conseguente.

Violenza Domestica

La violenza domestica tra coniugi è una forma di violenza psicologica, fisica e/o sessuale che può essere perpetrata da un coniuge nei confronti dell’altro all’interno della relazione coniugale o in seguito alla fine della relazione. La violenza domestica può assumere diverse forme, come ad esempio minacce, controllo, isolamento, umiliazioni, aggressioni fisiche, violenze sessuali e stalking.

In Italia, la violenza domestica è un reato previsto dal Codice Penale e dalle leggi specifiche, e prevede pene detentive che variano in base alla gravità dei fatti. Inoltre, la legge prevede anche la possibilità di ottenere misure di protezione per la vittima, come ad esempio il divieto di avvicinamento, la sospensione del porto d’armi o l’allontanamento dalla casa coniugale. È importante sottolineare che la violenza domestica è un comportamento violento e pericoloso che può avere conseguenze devastanti sulla vittima e sulla famiglia, e che la vittima deve essere protetta e supportata. In caso di violenza domestica tra coniugi, è importante rivolgersi ad un Avvocato per conoscere i propri diritti.

CONTATTACI SUBITO – NON PERDERE TEMPO

Comunione o Separazione dei beni?

comunione e separazione dei beni tra coniugi

Nel regime di separazione dei beni, ciascun coniuge mantiene la proprietà e la gestione dei propri beni, acquistati prima o durante il matrimonio, senza alcun obbligo di condivisione con l’altro coniuge. Ciò significa che i beni acquistati da ciascun coniuge prima o durante il matrimonio rimangono di proprietà esclusiva di ciascun coniuge e non sono soggetti a divisione in caso di separazione o divorzio.

Nel regime di comunione legale dei beni, invece, i beni acquistati da ciascun coniuge durante il matrimonio vengono automaticamente considerati come beni comuni e devono essere divisi equamente in caso di separazione o divorzio. I beni acquistati prima del matrimonio rimangono di proprietà esclusiva di ciascun coniuge.

La giurisprudenza recente ha precisato che il regime di comunione legale dei beni non comporta una automatica parità di gestione dei beni tra i coniugi ma lascia ampia autonomia di gestione a ciascuno dei coniugi, salvo il rispetto dei principi di lealtà e correttezza nei rapporti tra i coniugi. Inoltre, la giurisprudenza ha precisato che in caso di crisi economica del nucleo familiare, il giudice ha la facoltà di ordinare la liquidazione dei beni comuni per far fronte alle esigenze della vita familiare, anche a scapito dell’uguaglianza nella ripartizione dei beni tra i coniugi.

In generale, è possibile scegliere il regime di separazione dei beni prima o durante il matrimonio, mediante apposita dichiarazione contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata. In assenza di tale dichiarazione, si applica il regime di comunione legale dei beni.

Vuoi separarti? Vuoi sapere quali sono i tuoi diritti? Non esitare a contattarci, saremo felici di prospettarti ogni situazione e di assisterti luogo tutto il percorso. La tua vita e la tua felicità prima di tutto. Non perdere più tempo!

Scrivici
1710, 2023

Si al cumulo delle domande di separazione consensuale e divorzio congiunto

Per la Suprema Corte di Cassazione (Sentenza del 16 ottobre 2023 n. 28727) è ammissibile il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata di separazione di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Ecco il testo della sentenza

VISITA LA SEZIONE DEDICATA

Ufficio Legale Esterno

Azioni per la separazione e il divorzio

Assegno di Mantenimento e Casa Coniugale

2701, 2023

Separazione e divorzio contestuali – Riforma Cartabia dal 2023


La nuova legge sulla “separazione e divorzio contestuali” prevede la possibilità per le coppie di chiedere simultaneamente la separazione e il divorzio nello stesso procedimento giudiziario, riducendo così i tempi e i costi del processo. Attualmente, infatti, le coppie che vogliono separarsi devono compiere due distinti procedimenti. Prima devono avviare la separazione e solo successivamente, dopo un periodo “cuscinetto”, possono chiedere il divorzio. Con la nuova legge (Riforma Cartabia in vigore dal 2023), invece, le coppie potranno chiedere entrambe le cose contemporaneamente, evitando così la doppia trafila burocratica.
Si tratta […]

2101, 2023

Il nuovo giudizio di separazione e divorzio dal 2023

La riforma del processo di separazione e divorzio che entrerà in vigore nel 2023 rappresenta un momento storico per il sistema giuridico italiano. Il decreto legislativo di attuazione della riforma Cartabia, infatti, aveva fissato la data di entrata in vigore al 30 giugno 2023, ma la legge di bilancio di quest’anno ha modificato le disposizioni transitorie, con il risultato che parte della riforma entrerà in vigore già dal primo marzo 2023.

Con la riforma, il processo di separazione e divorzio sarà retto da un rito unico, che abolisce la […]

2404, 2020

Abbandono del tetto coniugale e addebito della separazione: per la Cassazione bastano 48 ore

Per la Cassazione è bastata una latitanza di due giorni lontano da casa per addebitare la separazione al coniuge che aveva abbandonato il tetto coniugale. E’ questa la vicenda che si è verificata a Sassari, dove M.N., moglie nullatenente, dopo vent’anni di matrimonio e due figli si è vista addebitare la separazione per essersi allontanata per 48 ore, fuggendo forse dalle tensioni familiari che si erano create. Con l’ordinanza n. 509/2020, la Suprema Corte, confermando la decisione del Tribunale di Sassari del 2015 e quella dei Giudici di Appello del […]

2404, 2020

Addebito della separazione: è sufficiente il tradimento presunto?

1. Per la Cassazione il tradimento solo presunto è sufficiente a giustificare l’addebito della separazione (ma con dei limiti)
La risposta al quesito relativo alla possibilità di richiedere l’addebito della separazione sulla base di un tradimento solo presunto è arrivata dalla Corte di Cassazione con la recente ordinanza n.1136/2020. La IV Sezione Civile ha infatti stabilito che, qualora sussistano elementi tali da far ragionevolmente presumere l’infedeltà, l’addebito della separazione debba ricadere sul coniuge “traditore”, in quanto l’infedeltà – ancorché presunta – dev’essere ritenuta comunque lesiva dell’onore e della dignità dell’altro coniuge. […]

2404, 2020

Assegno divorzile: nessun assegno per l’ex moglie che lavora in nero

1. Niente assegno divorzile per l’ex coniuge che lavora a nero, se…
Con l’ordinanza n. 5603/2020 la Corte di Cassazione cassa con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Venezia, affermando l’impossibilità di riconoscere a carico dell’ex marito l’assegno divorzile a favore dell’ex moglie, in assenza di prove che dimostrino il reale profitto derivante dal lavoro in nero di quest’ultima.

2. Il caso deciso: la comparazione dei redditi come presupposto necessario per il riconoscimento dell’assegno
La Corte d’Appello, confermando il giudizio di primo grado, aveva ritenuto opportuno che l’ex marito versasse […]

2404, 2020

Separazione coniugale: cosa succede quando la casa è di proprietà dei genitori di uno dei coniugi?

Capita spesso che i genitori, al fine di sostenere i propri figli, concedano loro una casa in comodato gratuito, nella quale questi possano vivere col coniuge. Tale contratto, che molto spesso si basa su di una semplice intesa verbale tra le parti, può tuttavia dare luogo ad una serie problematiche, qualora i coniugi decidano poi di separarsi.

Quali sono le sorti della casa coniugale di proprietà dei genitori di uno dei coniugi, a seguito della separazione?

Nessun problema si pone nel caso in cui dal matrimonio non siano […]

1802, 2019

Comunione dei beni

Quando un uomo e una donna si sposano, in assenza di diversa decisione, entrano in modo automatico nel regime di comunione dei beni, che scatta per legge senza bisogno di apposite dichiarazioni o atti.

Se i due coniugi decidono di optare per la separazione dei beni è necessario fare una dichiarazione espressa al termine della celebrazione del matrimonio, sia che si tratti di matrimonio civile sia che si tratti di matrimonio religioso.
Gli accordi possono essere modificati anche in un secondo momento.
I coniugi possono cambiare idea e passare dalla separazione alla comunione […]

1802, 2019

I regimi patrimoniali nelle unioni civili e nel matrimonio

L’articolo 29 della costituzione riconosce: “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” in cui coniugi possiedono la stessa eguaglianza “morale e giuridica”.

Il principio costituzionale racchiude in sé alcuni principi, quali: uguaglianza morale tra coniugi e la loro uguale partecipazione alla vita familiare. Ciò si rinviene nella costituzione del regime patrimoniale legale della famiglia.

Il matrimonio

I coniugi, dunque, costituiscono i dispongono liberamente quale regime patrimoniale adottare e dunque se la comunione di cui agli articoli 177 e seguenti del codice civile o la separazione […]

2401, 2019

Avvocato per Separazioni e Divorzi in Abruzzo e in Provincia di Teramo


Lo studio legale dell’Avv. Di Giacinto offre una vasta gamma di servizi legali alle coppie che stanno attraversando una separazione o un divorzio. L’Avv. Di Giacinto è un professionista esperto nel campo del diritto di famiglia e offre una consulenza personalizzata per ogni situazione, garantendo che i clienti siano sempre ben informati sui loro diritti e sugli sviluppi del loro caso. L’Avvocato Di Giacinto offre una consulenza in materia di diritto di famiglia, in particolare per quanto riguarda le separazioni e i divorzi. Egli può aiutare i clienti a […]

CONTATTACI

Siamo pronti ad accogliere le tue richieste per fornirti una consulenza specializzata.

Studio Legale
Avv. Davide Calcedonio Di Giacinto
P. Iva 01701420679

Via Roma, 16
64025 – Pineto (TE)

studio@digiacinto.it
+39 328.0535635

    Avvocato e tutela legale e dei diritti per matrimoni, separazioni, divorzi, stalking, violenza familiare, assegno di mantenimento, assegno divorzio, crisi coppia, crisi coniugi, addebito separazioni, assegnazione figli, tradimento, casa coniugale, risarcimento del danno, azione penale, azione civile, infedeltà, amante, corna

    Torna in cima